Classificazione TNM
Tiroide
Mammella
Classificazione patologica
Classificazione R (residui)
Stomaco
Colon-Retto
Pancreas
Colecisti
Polmone
I marcatori tumorali
Markers organo specifici elencati per organo

 

Staging TNM delle neoplasie della TIROIDE
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie tiroidee.
 

T
tumore primitivo
TX
tumore primitivo non definito
T0
non segni di tumore primitivo
Tis
carcinoma in situ
T1
dimensione massima < 1cm limitato alla tiroide
T2
dimensione massima > 1cm, ma < 4 cm limitato alla tiroide
T3
dimensione massima > 4 cm limitato alla tiroide
T4
qualunque dimensione, ma esteso oltre la capsula della tiroide

Tutte le categorie T vengono divise in Ta e Tb rispettivamente se il tumore è solitario o multifocale.

I linfonodi regionali sono quelli cervicali e medistinici superiori.

N
linfonodi regionali
NX
i linfonodi regionali non possono essere definiti
N0
assenza di metastasi
N1a
metastasi nei L. cervicali omolaterali
N1b
metastasi nei L. bilaterali, mediani, controlaterali, cervicali o mediastinici

Per quanto riguarda le metastasi a distanza si applica il seguente schema:

M
metastasi a distanza
MX
metastasi a distanza non accertabili
M0
metastasi a distanza assenti
M1
metastasi a distanza presenti

La stadiazione patologica (pT, pN e pM) corrisponde a quella clinica.
La stadiazione, per i tumori papillari o follicolari, viene dunque elaborata seguendo lo schema in tabella:

 
età < 45 
  età > 45
stadio
T
N
M
T
N
M
stadio 1
ogni T
ogni N
M0
 T1
N0
M0
stadio 2
ogni T
ogni N
M1
T2
N0
M0
       
T3
N0
M0
stadio 3
     
T4
N0
M0
 
     
ogni T
N1
M0
stadio 4
     
ogni T
ogni N
M1

Sintesi della stadiazione per le neoplasie papillifere e follicolari di età superiore a 45 anni:

 
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1 
stadio 2
 stadio 2
 stadio 3
 N1
stadio 3
stadio 3
stadio 3
stadio 3

La stadiazione, per i tumori midollari, invece viene realizzata seguendo lo schema in tabella:

stadio
T
N
M
stadio 1
T1
N0
M0
 stadio 2
T2
N0
M0
 
T3
N0
M0
 
T4
N0
M0
stadio 3
ogni T
N1
M0
 stadio 4
ogni T
ogni N
M1

Sintesi della stadiazione per le neoplasie midollari:

 
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1
stadio 2
 stadio 2
 stadio 2
 N1
stadio 3
stadio 3
stadio 3
stadio 3

I tumori indifferenziati sono sempre collocati allo stadio 4:

stadio
T
N
M
 stadio 4
ogni T
ogni N
ogni M

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Staging TNM delle neoplasie della MAMMELLA
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie della mammella.
 

T
tumore primitivo
TX
tumore primitivo non definito
T0
non segni di tumore primitivo
Tis
carcinoma in situ, intraduttale o lobulare in situ o malattia di Paget del capezzolo senza tumore evidenziabile
T1a
< 0,5 cm nella dimensione massima
T1b
tra 0,5 e 1 cm nella dimensione massima
T1c
tra 1 e 2 cm nella dimensione massima
T2
tra 2 e 5 cm nella dimensione massima
T3
> 5 cm nella dimensione massima
T4a
qualunque dimensione, ma con estensione diretta a cute o alla parete toracica
la parete toracica comprende: coste, muscoli intercostali, muscolo dentato anteriore (muscoli pettorali esclusi)
T4b
edema (cute a buccia d'arancia) o ulcerazione della cute o noduli cutanei satelliti
T4c
simultanea presenza dei segni di T4a e T4b
T4d
carcinoma infiammatorio
aspetto erisipelatoide della cute anche senza una massa palpabile sottostante 
se la biopsia cutanea è negativa e la massa è assente = pTX
NOTE
nella classificazione pT si considera, come dimensione del tumore, la componete invasiva: es. componente in situ 3 cm + 0.5 cm invasione = pT1a 
l'affondamento della cute e la retrazione del capezzolo (eccetto quelle di T4) non modificano la stadiazione T1, T2 o T3

I linfonodi regionali sono:

  1. ascellari omolaterali e interpettorali (di Rotter) divisibili a loro volta nei seguenti livelli:
    1. 1° livello (ascella inferiore): linfonodi laterali rispetto al margine laterale del muscolo picco pettorale;
    2. 2° livello (ascella media): linfonodi compresi tra il margine mediale e laterale del muscolo picco pettorale e linfonodi interpettorali di Rotter;
    3. 3° livello (ascella superiore): linfonodi mediali rispetto al margine mediale del muscolo picco pettorale, linfonodi sottoclavicolari, infraclavicolari o apicali.
  2. mammari interni.
I linfonodi intramammari sono a tutti gli effetti da considerare tra i linfonodi ascellari.
La localizzazione della malattia in ogni altro linfonodo (sopraclaveari, cervicali, mammari interni controlaterali) viene considerata come metastasi a distanza.
N
linfonodi regionali
NX
i L. regionali non possono essere definiti 
N0
assenza di metastasi
N1
metastasi ai L. ascellari omolaterali mobili
N2
metastasi ai L. ascellari omolaterali, ma  fisse tra loro o ad altre strutture
N3
metastasi ai L. mammari interni

Per quanto riguarda le metastasi a distanza si applica il seguente schema:

M
metastasi a distanza
MX
metastasi a distanza non accertabili
M0
metastasi a distanza assenti
M1
metastasi a distanza presenti compresi L. sopraclavicolari

La stadiazione viene dunque compiuta seguendo lo schema in tabella:

stadio
T
N
M
stadio 0
Tis
N0
M0
stadio 1
T1
N0
M0
 stadio 2A
T0
N1
M0
 
T1
N1
M0
 
T2
N0
M0
stadio 2B
T2
N1
M0
 
T3
N0
M0
stadio 3A
T0
N2
M0
 
T1
N2
M0
 
T2
N2
M0
 
T3
N1 o N2
M0
stadio 3B
T4
ogni N
M0
 
ogni T
N3
M0
 stadio 4
ogni T
ogni N
M1

Sintesi della stadiazione:

 
T0
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1 
stadio 2 A
 stadio 2
 stadio 3 B
 N1
stadio 2 A
stadio 2 A
stadio 2 B
stadio 3 A
stadio 3 B
 N2
stadio 3 A
stadio 3 A
stadio 3 A
stadio 3 A
stadio 3 B

Classificazione patologica
pT corrisponde alla categoria T

pN normalmente vengono repertati almeno 6 linfonodi

pNX L. non definiti (non prelevati o già rimossi)
pN0
metastasi assenti
pN1a
micrometastasi < 0.2 mm nella dimensione massima
pN1b
metastasi > 0.2 mm nella dimensione massima
pN1b
interessati 1-3 L. con dimensioni tra 0.2 mm e 2 cm nella dimensione massima
pN1b
interessati più di 4 L. con dimensioni tra 0.2 mm e 2 cm nella dimensione massima
pN1b
L. < 2 cm nella dimensione massima, ma con estensione oltre la capsula linfonodale 
pN1b
dimensione massima di un L. > 2 cm
pN2
L. fissi tra loro o ad altre strutture 
pN3
L. mammari interni

pM corrisponde alla categoria M

Classificazione R
Viene compresa in questa categoria la presenza di residui dopo trattamento:

RX
residui tumorali non accertabili
R0
residui assenti
R1
residui microscopici
R2
residui macroscopici

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Staging TNM delle neoplasie dello STOMACO
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie dello stomaco.
 

T
tumore primitivo
TX
tumore primitivo non definito
T0
non segni di tumore primitivo
Tis
carcinoma in situ, intraepiteliale senza invasione della lamina propria
T1
invasione della lamina propria o della sottomucosa
T2
invasione della muscolare propria o della sottosierosa
viene stadiato come T2 anche un tumore che invade i legamenti gastro-colici o gastro-epatici o il grasso del piccolo/grande omento senza perforare il peritoneo viscerale. Se vi è perforazione del peritoneo che ricopre i legamenti o gli omenti viene considerato T3.
T3
infiltrazione della sierosa (peritoneo viscerale) senza invadere strutture adiacenti
vengono considerate strutture adicenti: milza, colon trasverso, fegato, diaframma, pancreas, parete addominale, intestino tenue, retroperitoneo, i surreni e i reni. L'invasione del duodeno e dell'esofago è classificata in queste sedi.
T4
infiltrazione di strutture adiacenti
strutture adicenti come per T3

I linfonodi regionali sono quelli:

  1. perigastrici lungo la piccola e la grande curvatura;
  2. satelliti dell'arteria gastrica sinistra;
  3. satelliti dell'arteria epatica comune;
  4. satelliti dell'arteria splenica;
  5. satelliti dell'arteria celiaca.
La localizzazione della malattia nei linfonodi epatoduodenali, retropancreatici, mesenterici e paraaortici viene considerata come manifestazione metastatica a distanza.
Sull'argomento del ruolo della linfectomia nel carcinoma gastrico è disponibile una pagina specifica.
N
linfonodi regionali
NX
i linfonodi regionali non possono essere definiti
N0
assenza di metastasi
N1
metastasi entro 3 cm dal margine del tumore
N2
metastasi oltre 3 cm dal margine del tumore oppure nei linfonodi satelliti dell'arteria gastrica sinistra, epatica comune, splenica e celiaca

Per quanto riguarda le metastasi a distanza si applica il seguente schema:

M
metastasi a distanza
MX
metastasi a distanza non accertabili
M0
metastasi a distanza assenti
M1
metastasi a distanza presenti

La stadiazione viene dunque compiuta seguendo lo schema in tabella:

stadio
T
N
M
stadio 0
Tis
N0
M0
stadio 1A
T1
N0
M0
 stadio 1B
T1
N1
M0
 
T2
N0
M0
stadio 2
T1
N2
M0
 
T2
N1
M0
 
T3
N0
M0
stadio 3A
T2
N2
M0
 
T3
N1
M0
 
T4
N0
M0
stadio 3B
T3
N2
M0
 
T4
N1
M0
stadio 4
T4
N2
M0
 
ogni T
ogni N
M1

Sintesi della stadiazione:

 
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1A
stadio 1B 
 stadio 2
 stadio 3A
 N1
stadio 1B
stadio 2
stadio 3A
stadio 3B
 N2
stadio 2
stadio 3A
stadio 3B
stadio 4

 
 

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Staging TNM delle neoplasie del COLON-RETTO
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie coliche.
 

T
tumore primitivo
TX
tumore primitivo non definito
T0
non segni di tumore primitivo
Tis
carcinoma in situ
T1
invasione della sottomucosa
T2
invasione della muscolare propria
T3
invasione attraverso la muscolare fino nella sottosierosa o nei tessuti pericolici o perirettali 
T4
perforazione del peritoneo viscerale o invasione di altri organi o strutture

I linfonodi regionali sono quelli pericolici e perirettali e quelli situati lungo le arterie ileo-colica, colica destra, colica media, colica sinistra mesenterica inferiore e rettale (emorroidaria) superiore.

N
linfonodi regionali
NX
i linfonodi regionali non possono essere definiti
N0
assenza di metastasi
N1
1-3 linfonodi pericolici o perirettali
N2
4 o più linfonodi pericolici o perirettali
N3
metastasi in uno qualsiasi dei linfonodi lungo i vasi citati sopra

Per quanto riguarda le metastasi a distanza si applica il seguente schema:

M
metastasi a distanza
MX
metastasi a distanza non accertabili
M0
metastasi a distanza assenti
M1
metastasi a distanza presenti

La stadiazione viene dunque compiuta seguendo lo schema in tabella (i numeri indicano la percentuale di sopravvivenza a 5 anni):

stadio
T
N
M
Dukes
Astler e Coller
stadio 0
Tis
N0
M0
   
stadio 1
T1
N0
M0
A 82%
A 100%
 
T2
N0
M0
   
stadio 2
T3
N0
M0
B 73%
B1 67%
 
T4
N0
M0
 
B2 54%
stadio 3
ogni T
N1
M0
C 27%
C1 43%
 
ogni T
N2 o N3
M0
 
C2 22%
stadio 4
ogni T
ogni N
M1
D 0%
D 0%

Nel 1972 Gunderson ha individuato due stadi ulteriori che ha chiamato:
B3 = aderenza o invasione di un organo limitrofo;
C3 = B3 N+

Sintesi della stadiazione:

 
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1 A
stadio 1 A 
 stadio 2 B1
 stadio 2 B2
 N1
stadio 3 C1
stadio 3 C1
stadio 3 C1
stadio 3 C1
 N2 - N3
stadio 3 C2
stadio 3 C2
stadio 3 C2
stadio 3 C2

Bibliografia essenziale:
C.E. Dukes: The classification of cancer of the rectum. J Pathol, 1932; 35:323-332.
V.B. Astler, F.A. Coller: The prognostic significance of direct extension of carcinoma of the colon and rectum. Ann Surg 1954; 136:846-851.
 
 

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Staging TNM delle neoplasie del PANCREAS
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie del pancreas.
 

T
tumore primitivo
TX
tumore primitivo non definito ignoto o non segnalato
T1
T1a - neoplasia del diametro inferiore a 2 cm
T1b - neoplasia del diametro superiore a 2 cm
T2
dimensione massima superiore a 2, cm ma inferiore a 6 cm o estensione a una delle seguenti strutture: duodeno, via biliare, tessuti peripancreatici
T3
dimensione maggiore a 6 cm o estensione a una delle seguenti strutture: stomaco, milza, colon, grandi vasi 

I linfonodi regionali sono quelli peripancreatici, della porta hepatis, epatici, celiaci, mesenterici superiori craniali, periaortici, mesenterici superiori distali.

N
linfonodi regionali
N0
assenza di metastasi
N1
peripancreatici anteriori, posteriori, superiori e inferiori:
a - focolaio microscopico in un linfonodo
b - focolaio macroscopico solitario
c - focolai multipli (sia micro- sia macroscopici)
N2
porta hepatis, epatici, celiaci, mesenterici superiori craniali:
a - focolaio microscopico in un linfonodo
b - focolaio macroscopico solitario
c - focolai multipli (sia micro- sia macroscopici)
N3
periaortici, mesenterici superiori distali

Per quanto riguarda le metastasi a distanza si applica il seguente schema:

M
metastasi a distanza
MX
metastasi a distanza non accertabili
M0
metastasi a distanza assenti
M1
metastasi a distanza solo epatiche
M2
altre metastasi a distanza addominali:
a - epatiche assenti
b - epatiche presenti
M3
multiple metastasi peritoneali o ascite neoplastica
M4
metastasi extraddominali

La stadiazione viene dunque compiuta seguendo lo schema in tabella:
 

stadio
T
N
M
stadio 1
T1
N0
M0
 
T2
N0
M0
 
T3
N0
M0
 
T4
N0
M0
 stadio 2
T1
N1-2
M0
 
T2
N1-2
M0
 
T3
N1-2
M0
 
T4
N1-2
M0
 stadio 3
ogni T
N3
M0
 
ogni T
ogni N
M1-4

Sintesi della stadiazione:

 
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1 
stadio 1 
 stadio 1
 stadio 1
 N1 - N2
stadio 2
stadio 2
stadio 2
stadio 2
N3
M1 - M4
stadio 3 
stadio 3
stadio 3
stadio 3

Esiste anche una classificazione di tipo anatomo-patologico/clinica che può essere sintetizzata come segue (i colori sono correlati alla stadiazione TNM):
 

stadio 1
carcinoma limitato al pancreas
 stadio 2
metastasi ai linfonodi regionali
 stadio 3
metastasi a distanza

In questa stessa pagina è presente una tabella sui principali markers neoplastici specifici delle neoplasie pancreatiche utilizzabili nella pratica clinica.
 

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Staging TNM delle neoplasie della COLECISTI
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie della colecisti.
 

T tumore primitivo
T0 nessuna evidenza di malattia
Tis
ca in situ
T1
T1a
limitato alla mucosa
T1b
limitato alla muscolare
T2
limitato al tessuto cellulare lasso perimuscolare senza invasione del tessuto adiposo o del fegato
T3
invasione della parete a tutto spessore, infiltrazione di un organo circostante, invasione del fegato per meno di 2 cm
T4
invasione di due organi, invasione del fegato per più di 2 cm

I linfonodi regionali sono i seguenti: (livello N1) linfonodi del legamento epatoduodenale (cistici, coledocici, ilari) e (livello N2) pancreatici (testa), duodenali, portali, celiaci, mesenterici

N linfonodi regionali
Nx
non valutabile
N0
nessuna evidenza di malattia
pN0
3 linfonodi esaminati e indenni
N1
infiltrazione dei linfonodi del legamento epatoduodenale (cistici, coledocici, ilari)
N2
infiltrazione dei linfonodi pancreatici (testa), duodenali, portali, celiaci, mesenterici
 
Le metastasi sono valutate seguendo le seguenti indicazioni:
M
metastasi regionali
Mx
non valutabile
M0
metastasi assenti
M1
presenza di metastasi
 
La stadiazione viene dunque compiuta seguendo lo schema in tabella:
 
T
N
M
stadio 0
Tis
N0
M0
stadio 1
T1
N0
M0
stadio 2
T2
N0
M0
stadio 3
T1
N1
M0
 
T2
N1
M0
 
T3
ogni N
M0
stadio 4
T4
ogni N
M0
 
ogni T
ogni N
M1

Sintesi della stadiazione del ca. della colecisti:

  Tis T1 T2 T3 T4
N0 stadio 0 stadio 1 stadio 2 stadio 3 stadio 4
N1 stadio 3 stadio 3 stadio 3 stadio 3 stadio 4
N2 stadio 3 stadio 3 stadio 3 stadio 3 stadio 4

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Staging TNM delle neoplasie del POLMONE
Si riporta una sintesi della classificazione clinica TNM per le neoplasie del polmone di tipo carcinomatoso NON a piccole cellule (NSCLC) secondo Mountain (Chest 89 suppl: 225S-233S, 1986). Per il microcitoma viene utilizzata la classificazione del Veterans Administration Lung Cancer Study Group (VALCSG).
 

T
tumore primitivo infiltrazione broncoscopia
TX
tumore primitivo non definito ignoto o non segnalato
Tis
carcinoma in situ
T1
neoplasia con diametro massimo inferiore a 3 cm circondato da polmone o pleura viscerale normali senza segni di invasione prossimale a un bronco lobare
T2
neoplasia con diametro massimo maggiore di 3 cm invasione della pleura viscerale o atelettasia o polmonite ostruttiva estesa fino alla regione ilare (escluso l'interessamento di tutto il polmone);  estensione prossimale alla entro un bronco lobare e ad almeno 2 cm dalla carena
T3
qualunque dimensione  estensione diretta alla parete toracica (apice incluso) al diaframma o alla pleura mediastinica o al pericardio, ma senza interessamento del cuore o dei grossi vasi, della trachea, dell'esofago, o dei corpi vertebrali tumore di un bronco principale entro 2 cm dalla carena (carena non interessata)
T4
qualunque dimensione  invasione del medistino, o che interessa cuore, grossi vasi, trachea, esofago, corpi vertebrali, carena tracheale, versamento pleurico maligno  infiltrazione trachea o carena

I linfonodi regionali sono quelli della regione peribronchiale, quelli mediastinici e intertracheobronchiali e quelli scalenici e sovraclaveari:
 

N
linfonodi regionali
N0
assenza di metastasi
N1
regione peribronchiale e/o ilare omolaterale anche per invasione diretta
N2
medistinici omolaterali e intertracheobronchiali
N3
medistinici controlaterali, ilari controlaterali, scalenici e sovraclaveari omo- o controlaterali

Per quanto riguarda le metastasi a distanza si applica il seguente schema:
 

M
metastasi a distanza
MX
metastasi a distanza non accertabili
M0
metastasi a distanza assenti
M1
metastasi a distanza presenti

La stadiazione viene dunque compiuta seguendo lo schema in tabella:
 

stadio
T
N
M
stadio 1
T1
N0
M0
 
T2
N0
M0
 stadio 2
T1
N1
M0
 
T2
N1
M0
 stadio 3 A
 T3
N0
M0
 
 T3
 N1
M0
 
T1
N2
M0
 
T2
N2
M0
 
T3
N2
M0
stadio 3 B
 ogni T
N3
M0
 
T4
ogni N
M0
stadio 4
ogni T
ogni N
M1

Sintesi della stadiazione:
 

 
T1
T2
T3
T4
 N0
stadio 1 
stadio 1 
 stadio 3 A
  stadio 3 B
 N1
stadio 2
stadio 2
stadio 3 A
 stadio 3 B
N2
 stadio 3 A
stadio 3 A
stadio 3 A
 stadio 3 B
N3
 stadio 3 B
 stadio 3 B
 stadio 3 B
 stadio 3 B

Le indicazioni alla terapia vengono poste seguendo la classificazione secondo Mountain che può essere riassunta come segue:
 

stadio 1
stadio 2
stadio
3 A
stadio
3 B
exeresi radicale chirurgica con Rt come complemento
exeresi radicale chirurgica con Rt come complemento
intervento chirurgico solo in casi selezionati
non esiste indicazione all'intervento chirurgico 
indicazione Rt e chemioterapia palliative

La sopravvivenza viene riportata nella seguente figura:
 

tratta da: C.F. Mountain, Chest 89suppl:225S-233S, 1986. 

 

Per quanto concerne il microcitoma viene adottata la clssificazione del Veterans Administration Lung Cancer Study Group (VALCSG):
 

malattia limitata
microcitoma confinato ad un solo emitorace con o senza interessamento linfonodale omolaterale e senza versamento pleurico
malattia estesa
qualunque condizione diversa dalla precedenti

In questa stessa pagina è presente una tabella sui principali markers neoplastici specifici delle neoplasie polmonari utilizzabili nella pratica clinica.

Bibliografia essenziale
C.F. Mountain: A new international staging system for lung cancer. Chest 89suppl:225S-233S, 1986.

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I marcatori tumorali: significato biologico e clinico
I marcatori tumorali sono sostanze che rappresentano il segnale della presenza e dello sviluppo di una neoplasia. Nella pratica clinica si dà importanza ai marcatori circolanti.
Non si tratta tuttavia di marcatori esclusivi di neoplasie. Il loro utilizzo come marcatori di neoplasia è in genere soltanto di tipo quantitativo in quanto si determina una soglia discriminante tra livelli statisticamente più frequenti  nei soggetti con neoplasia e nei soggetti senza neoplasia. Solo nei rari casi con elevata specificità per un tumore o per sospetto diagnostico ha senso il dosaggio dei marcatori tumorali.
L’utilizzo razionale è invece dato dalla valutazione delle loro modificazioni nel tempo, riflettendo i livelli del marcatore l’aumento o la riduzione delle cellule neoplastiche e quindi la regressione della neoplasia in seguito ad una terapia e la ripresa.

I biomarcatori circolanti si dividono in:
1. Antigeni tumore-associati: sono antigeni evidenziati con anticorpi ottenuti per immunizzazione con tumori o estratti tumorali:

2. Citocheratine: TPA o antigene polipeptidico tissutale che aumenta in corso di tumore epiteliali del tratto digerente, genitourinario, della mammella, del polmone e della tiroide ed il CYFRA 21.1 che aumenta per carcinomi epidermoidi, adenocarcinomi, microcitomi polmonari ed altre neoplasie.

3. Marcatori mucinici: sono glicoproteine presenti nelle secrezioni del cavo orale, dello stomaco, del grosso intestino, degli apparati respiratorio e genitale. Aggiungono il circolo se vi è inversione della polarità della cellula. Il CA125 aumenta per carcinomi ovarici e dell’apparato genitale, endometriosi ovariche e peritonite. Il CA19.9 aumenta in corso di carcinomi del pancreas, del colon, dello stomaco, della via biliare. Presenta una alta sensibilità diagnostica per le neoplasie del pancreas. Il CA15.3 e l’MCA (mucinous like cancer Ag) aumentano in corso di carcinoma mammario. Le concentrazioni risultano correlate con lo stadio della malattia. L'MCA aumenta anche per tumori del colon, delle vie urinarie e dell’ovaio.

4. Marcatori del gruppo degli ormoni:


5. Marcatori appartenenti al gruppo degli enzimi:


6. Prodotti differenziati del metabolismo della cellula neoplastica:


Oltre che nel siero, i marcatori possono essere dosati nei liquidi extraplasmatici (liquido pleurico, ascitico, succo gastrico, urine, liquor cefalorachidiano, lavaggio broncoalveolare) e nei tessuti.

(Questo paragrafo è stato preparato dal Dr. P.C. Rassu e dalla Dr.ssa Paola Bronzino)
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Markers organo-specifici elencati per organo

Markers delle neoplasie della mammella:
 

CA 15.3
CA 549
CEA
TPA

Markers delle neoplasie dell'utero (non squamo cellulare) e dell'ovaio:
 

CA 125
CA 72.4
TPA
CEA

Markers delle neoplasie della prostata:
 

PAP
PSA
PSA libero

Markers delle neoplasie dello stomaco:
 

CA 19.9
Ca 72.4
CEA
TPA

Markers delle neoplasie del distretto testa-collo-esofago:
 

SCC
TPA
CEA

Markers delle neoplasie delle vie biliari:
 

CA 19.9

Markers delle neoplasie del colon-retto:
 

CEA
CA 19.9
Ca 72.4
TPA

Markers delle neoplasie della tiroide (derivare dall'epitelio follicolare):
 

hTg

Markers delle neoplasie midollari della tiroide:
 

CT
CEA

Markers delle neoplasie anaplastiche della tiroide:
 

TPA
CEA

Markers delle neoplasie epatiche:
 

aFP

Markers delle neoplasie testicolari e ovariche (di derivazione germinale):
 

aFP

Markers dei linfomi:
 

TK

Markers del melanoma:
 

NSE

Markers dell'adenocarcinoma renale:
 

CA 19.9
CA 549

Markers delle neoplasie vescicali:
 

UBC

Markers delle neoplasie neuroendocrine:
 

Cg A

 
 

Markers neoplasie pancreatiche (pancreas non endocrino):
 

Antigeni oncofetali antigeni carcinoembrionario CEA
antigeni pancreatico oncofetale POA
antigeni associato al cancro pancreatico PCAA
Enzimi Ribonucleasi acida specifica policitidilica
Isoenzioma galattosil-transferasi II
Antigeni rilevabili con anticorpi monoclonali classici: Ca19.9 (GICA), CA50
nuovi: Ag17.5, Ag8.15, Ag7.13

Markers neoplasie polmonari con indicazione, quando possibile, del tipo istologico:
 

marker tipo neoplasia
CEA tutti i itpi di ca., tra il 50 e 60% in caso di adenoca. 
Enolasi neuronospecifica NSE microcitoma
CYFRA 21.1 (citocheratina 19) sensibilità tra 40 e 80% in caso di ca. spinocellulare
b2microglobulina prodotti differenziato del metabolismo della cellula neoplastica
ferritina, zinco, rame, antigene polipeptidico tissutale TPA aspecifici, indice di aumentato turn-over cellulare

I principali tipi istologici di neoplasia e i markers associati:
 

tipo di neoplasia marker associato
carcinoma a piccole cellule NSE
Cg-A
carcinoma squamocellulare SCC
CYFRA 21-1
adenocarcinoma CYFRA 21-1
CEA

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