Le resezioni
epatiche
Queste pagine fanno il punto della situazione sulla chirurgia
epatica maggiore e sono indicate come base su cui impostare una discussione
didattica.
Caso clinico 1
Generalità: L'accesso
La scelta dell'accesso è condizionata da molti
parametri: sede della lesione epatica da asportare, dimensioni della stessa,
rapporti con le strutture vascolari, pregressi interventi chirurgici in
generale e sul fegato in particolare, condizioni cardiorespiratorie del
paziente. Siamo solita dare la preferenza a un accesso sottocostale destro
prolungabile controlateralmente a chevron o ampliabile con toracotomia
con lembo.
|
|
Figura 1
L'accesso prescelto è solitamente sottocostale
destro con eventuale lembo costale. |
Figura 2
L'emostasi viene curata meticolosamente per evitare la
formazione di stillicidi fastidiosi. |
Le fasi dell'intervento
L'intervento operatorio riconosce le seguenti fasi:
esplorazione della lesione e valutazione di operabilità;
mobilizzazione del fegato con sezione dei legamenti triangolari;
controllo del vasi al peduncolo epatico;
controllo della vena cava inferiore;
controllo delle vene sovraepatiche;
resezione epatica vera e propria;
emostasi;
riperitoneizzazione.
Riportiamo una serie di immagini di un caso clinico relativo
a un paziente con metastasi epatiche al lobo destro da ca. colorettale
trattato chirurgicamente 3 anni prima.
|
Figura 3
E' già stata praticata la sezione dei legamenti
triangolari e il lobo destro è stato ruotato antero-medialmete.
L'intervento prosegue con l'isolamento e sezione delle vene sovraepatiche. |
|
Figura 4
La linea di sezione lungo la quale praticare l'epatectomia
è marcata con il bisturi elettrico (linea verde tratteggiata della
figura). La glissoniana viene incisa con il bisturi elettrico. |
Figura 5
Con le dita (pollice e indice) si procede a frantumare
il parenchima epatico (digitoclasia) fino a quando non si identificano
strutture vascolari o duttali che vengono allacciate. |
|
|
Figura 6
E' stata identificata una struttura vascolare che viene
sezionata tra pinze emostatiche. |
Figura 7
Sezione tra pinze emostatiche di un'altra struttura vascolare. |
|
|
Figura 8
La sezione si fa strada nella profondità del parenchima
epatico. |
Figura 9
Alla fine rimane un sottile ponte di parenchima, con
la copertura della glissoniana posteriore, che viene anch'esso resecato. |
|
 |
Figura 10
Vengono asportate eventuali zone di parenchima devitalizzato
rendendo in questo modo la trancia di sezione omogenea e liscia. In questa
fase vengono ricervati i dotti biliari maggiori che vanno legati con materiale
riassorbibile. |
|
Figura 11
L'epatectomia si conclude con un controllo accurato dell'emostasi.
L'emostasi può essere praticata con singoli lacci o con clips o
con l'elettrocoagulatore. E' opportuno ricordare che una valida emostasi
si ottiene molto meglio per compessione che con legature multiple ("never
pick but pack"). |
|
Figura 12
L'emostasi finale è stata raggiunta anche impiegando
il Tissucol (Immuno); si tratta di una colla di fibrina umana bicomponente
che sfrutta fattori emocoagulativi estrattivi. In questo caso la colla
viene applicata per gocciolamento sulle sedi di microsanguinamento, ma
può anche essere applicata a spruzzo (vedi caso successivo). |
E' stato lasciato un sistema di drenaggio (chiuso) sottoepatico
per 72 ore. La secrezione non ha mai superato i 50-70 ml/die; molti autori
ritengono inutile posizionare un drenaggio considerando i rischi infettivi
superiori ai vantaggi. Nel post-operatorio si è manifestato un transitorio
e modesto aumento della bilirubina. La dimissione è avvenuta in
18a giornata. Il paziente ha presentato
una recidiva epatica e polmonare della malattia dopo 15 mesi dall'intervento
ed è deceduto dopo 4 mesi. Tranne che nelle ultime due settimane
di vita il paziente non ha presentato ittero o sintomi correlabili a insufficienza
epatica.
alla pagina principale
Caso clinico 2
Riportiamo una serie di immagini di un caso di una paziente
con un angioma epatico al lobo destro.
Figura 13
E' stato praticato l'accesso al cavo peritoneale e si
è sezionato il legamenti triangolare destro. Il fegato viene medializzato
e ruotato anteriormente. La massa appare sotto alla mano dell'operatore. |
|
Figura 14
Si individua il piano di sezione e si isolano le strutture
vascolari che riforniscono l'angioma. |
|
Figura 15
La massa epatica è stata isolata quasi completamente
e rimane connessa tramite un ponte di parenchima. |
|
Figura 16
Sul ponte di parenchima si posiziona un clamp, in questo
caso un enterostato, che schiaccia il parenchima senza frantumarlo. |
|
Figura 17
La massa è stata asportata. Si trattava di un
angioma del peso di 700 g circa. |
|
Figura 18
Viene praticata l'emostasi sulla trancia di sezione allacciando
tutti i vasi maggiori. |
|
Figura 19
Il margine epatico viene ricostruito facendo combaciare
le due valve di parenchima. |
|
Figura 20
L'emostasi finale viene praticata applicando uno strato
di Tissucol (Immuno) mediante un sistema a nebulizzazione. |
|
E' stato lasciato un sistema di drenaggio (chiuso) sottoepatico
per 96 ore. La secrezione non ha mai superato i 50-70 ml/die. La dimissione
è avvenuta in 14a giornata. La paziente
a 8 anni dall'intervento gode di buona salute.
alla pagina principale